di Noemi De Bernardo

eremo dei romiti
eremo dei romiti
tramonto dall'eremo dei romiti
tramonto dall’eremo dei romiti

lunghezza  5 km a/r           5_500_T

Sulla vetta del Monte Froppa (m. 1167 s.l.m.) si trova l’Eremo dei Romiti, testimonianza dell’unico convento esistito in Cadore e oggi adibito a rifugio alpino. Il rifugio Eremo dei romiti è raggiungibile a piedi da Domegge di Cadore, partendo dalla località Navarre sulle sponde del Lago Centro Cadore, attraverso il sentiero CAI n. 347 in un’ora di cammino, oppure con una fuori strada tramite una carrareccia di circa 1 km più lunga. La fondazione di questo locale risale al 1720, quando Giovanni Maria Pinazza di Domegge si stabilì sul Monte Froppa seguito da alcuni compaesani e altri frati appartenenti all’ordine dei terziari provenienti da località vicine, come Lorenzago, Auronzo e Pelos, ma anche un trevisano e un veneziano. Grazie alle offerte di privati cittadini provenienti da Pieve, Candide e San Pietro, furono costruiti un convento e un ricovero invernale nei pressi della Chiesa di San Giorgio di Domegge. Poco più tardi, in corrispondenza all’eremo, venne costruita una chiesa dedicata a San Giovanni Battista, all’interno della quale si narra fosse presente un crocifisso a grandezza naturale di Andrea Brustolon donato da Pietro Jacobbi da Perarolo. I frati, in totale 8 persone, vivevano all’insegna della povertà e dediti alla preghiera, coltivando patate e verdure e mendicando ciò che l’altitudine non permetteva loro di produrre. Erano inoltre famosi per la produzione di miele. Nonostante godessero della protezione dei loro benefattori, gli eremiti non erano sempre ben visti dalla popolazione cadorina; Giuseppe Ciani, vissuto alla fine del XVIII secolo, infatti, li descrisse come “un branco di fannulloni e fuggifatica”. I frati, chiamati dalla popolazione “Romiti”, erano disciplinati da una vera e propria costituzione che sanciva loro regole per quanto riguardava il digiuno, il dormire, il comportamento e addirittura i libri da leggere. Severe erano, inoltre, le norme che regolavano i loro rapporti con le donne che non potevano entrare nei confini del convento e con le quali gli eremiti potevano avere conversazioni solo in caso di estrema necessità. Giovanni Maria Pinazza morì nel 1755 (la storia racconta che i suoi resti furono sepolti sotto il pavimento della chiesa), e l’eremo fu chiuso e abbandonato nel 1810 per ordine di Napoleone. Nel 2009, alcuni contributi comunali ed europei, hanno reso possibile uno spettacolare restauro dell’intero edificio ad unica eccezione della chiesa, completata solo recentemente grazie al finanziamento del Comune di Domegge di Cadore e del G.A.L.! D’allora il locale è gestito da una famiglia di Domegge che contribuisce anche alla pulizia dell’ambiente circostante e alla gestione dei sentieri vicini. Il rifugio è aperto tutti i giorni da maggio ad ottobre e durante le vacanze natalizie e da fine febbraio solo i fine settimana, ed offre, oltre al servizio bar e ristorante, anche la possibilità di pernottare mettendo a disposizione 25 posti letto, suddivisi in 4 stanzette, ciascuna con bagno e doccia autonomi, e un camerone con due bagni destinato alle comitive. La cucina offre la gastronomia tipica del Cadore ad un ottimo rapporto tra qualità e prezzo, e all’interno dell’edificio vi è una collezione di sculture e dipinti creati dai gestori. La fantastica posizione del rifugio permette inoltre ai visitatori di godere di una spettacolare vista, poiché il Monte Froppa funge da “terrazzo” affacciandosi su buona parte del Cadore e sulle montagne ad esso sovrastanti

 

instagram:   #eremodeiromiti #cadore #dolomiti

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